Novità 2026: a che punto siamo
Partiamo dal fatto scomodo, perché è quello che cercavi su Google.
Non c’è ancora una data ufficiale di apertura delle domande 2026. Sul portale INPS, la scheda del servizio (aggiornata a dicembre 2025) indica ancora il periodo 15 settembre – 14 novembre 2025. Le graduatorie 2025 sono state elaborate; i beneficiari di quell’edizione avevano tempi precisi per usare il codice (270 giorni) e regole su decadenza se non si faceva almeno una seduta entro 60 giorni dalla comunicazione di accoglimento.
Per il 2026 si parla spesso di “conferma” della misura e di fondi, ma finché INPS non pubblica messaggio o circolare con le date, non puoi presentare domanda “2026”. I siti di approfondimento fiscale ripetono lo stesso: attendere l’Istituto.
Cosa fare nel frattempo, senza paranoia:
- tenere sotto controllo la scheda INPS del contributo;
- verificare che SPID / CIE / CNS funzionino;
- se pensi di candidarti, avere un ISEE in corso di validità (ordinario o corrente) pronto prima dell’apertura — nelle scorse edizioni un ISEE non valido bloccava l’accoglimento;
- non fidarti di screenshot WhatsApp con “click day domani” senza fonte INPS.
Storicamente la finestra 2025 è stata annunciata ad agosto e aperta a metà settembre. È plausibile un ritmo simile, ma plausibile non è ufficiale. Qui non inventiamo il calendario.
Cos’è il bonus e a chi è rivolto
Non è un “buono Amazon salute”. È un contributo pubblico per sostenere le spese di sessioni di psicoterapia, pensato per chi è in condizione di ansia, stress, depressione o fragilità psicologica e vuole un percorso con uno psicoterapeuta privato aderente all’iniziativa (iscritto all’elenco degli psicoterapeuti dell’Albo degli psicologi).
Due cose che confondono spesso:
- Non è automatico. Domanda → graduatorie → eventuale accoglimento → codice univoco → sedute.
- Il denaro non arriva sul conto del cittadino. L’INPS eroga (nelle modalità previste) al professionista che svolge le sedute, fino ai massimali. Il paziente comunica importo e codice univoco al terapeuta.
Se sei psicologo o psicoterapeuta, questo pezzo ti interessa due volte: come cittadino (se lo richiedi) e come studio (se ti arrivano pazienti con bonus). La seconda parte è dove lo studio si inceppa se vivi di foglietti e chat.
Requisiti e importi (quadro ufficiale)
Nell’ultima edizione documentata da INPS (2025), al momento della domanda servivano:
- residenza in Italia;
- ISEE in corso di validità con valore non superiore a 50.000 euro.
Importi massimi del beneficio (sempre fino a 50 euro a seduta):
| ISEE | Importo massimo |
|---|---|
| inferiore a 15.000 € | fino a 1.500 € |
| tra 15.000 e 30.000 € | fino a 1.000 € |
| superiore a 30.000 e fino a 50.000 € | fino a 500 € |
Il contributo è riconosciuto una sola volta in favore del richiedente (per l’edizione di riferimento), nei limiti delle risorse ripartite.
Per il 2026, finché non esce il decreto o messaggio dedicato, usa questi numeri come quadro di riferimento dell’ultima edizione, non come promessa che “sarà uguale in tutto”. Se INPS o i Ministeri cambiano soglie o finestre, aggiorniamo questa pagina.
Come fare domanda INPS (passo-passo)
Quando la procedura dell’anno in corso è aperta, il percorso tipico (edizione 2025) è questo:
- Accedi al portale INPS con SPID (livello 2+), CIE 3.0 o CNS.
- Vai al servizio «Contributo sessioni psicoterapia» (percorso tipico: Sostegni, Sussidi e Indennità → strumenti / punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche).
- Seleziona la voce relativa alle domande dell’annualità comunicata (es. «domande 2025»; per il 2026 sarà la voce che INPS indicherà).
- Compila e verifica che l’ISEE risulti valido e entro i limiti.
- Conserva ricevute ed esiti nella sezione «Ricevute e provvedimenti».
In alternativa: Contact Center 803.164 (fisso) o 06 164.164 (mobile a pagamento secondo tariffa).
Si può presentare domanda anche per minori o soggetti di cui si ha la responsabilità, nelle modalità previste dalla procedura.
Checklist prima dell’apertura (utile anche se «non è ancora il click day»):
- ISEE ordinario o corrente già rilasciato e senza difformità evidenti;
- SPID che entra davvero (non «lo rifaccio quando serve»);
- email e cellulare che controlli, perché esiti e SMS arrivano lì;
- idea chiara se presenti per te o per un familiare a carico.
Attenzione al timing. A parità di ISEE conta l’ordine di presentazione. Non è «chi arriva primo vince sempre» — vince soprattutto chi ha ISEE più basso e risorse disponibili — ma arrivare tardi con ISEE alto riduce le chance. Preparare ISEE e SPID prima batte il click day fatto di corsa alle 23:50.
Se la procedura va in errore (ISEE non letto, sessione scaduta), non martellare F5 per un’ora: esci, ricontrolla l’attestazione ISEE, riprova. Meglio una domanda pulita che tre tentativi a metà.
Graduatorie, codice univoco e scadenze
Dopo la chiusura delle domande, INPS elabora le graduatorie (per regioni e P.A. di Bolzano, nelle comunicazioni 2025) tenendo conto di:
- valore ISEE (priorità ai più bassi);
- a parità, ordine cronologico;
- limiti di risorse.
Comunicazione tipica: SMS o email ai recapiti indicati. L’esito si consulta nella stessa procedura.
In caso di accoglimento, nel provvedimento trovi:
- importo del contributo;
- codice univoco.
Quel codice va usato entro 270 giorni dall’accoglimento; oltre, viene annullato.
Dal 2025: se non fai almeno una seduta entro 60 giorni dalla comunicazione di accoglimento, decadenza e un scorrimento delle graduatorie.
Per lo studio questo significa: se un paziente ti arriva «ho il bonus», chiedi subito importo riconosciuto + codice + date (accoglimento / scadenze). Non tra tre mesi, quando il codice è già polvere.
Per lo studio: sedute, fatture, ordine
Qui il problema non è «capire INPS». È non perdere pezzi quando arrivano tre pazienti bonus nella stessa settimana.
Cose concrete che ti tornano utili:
- Adesione / elenco. Il paziente deve scegliere uno psicoterapeuta aderente, iscritto all’elenco dell’Albo. Se non sei in elenco o non aderisci, non inventare percorsi paralleli: rimanda alle indicazioni INPS e all’Ordine.
- Codice univoco a ogni seduta. Il paziente lo comunica per ogni sessione; tu lo traccerai nelle modalità richieste dalla procedura di liquidazione verso il professionista.
- Agenda. Le scadenze 60 e 270 giorni non perdonano. Una seduta «la fissiamo dopo le feste» può far decadere il beneficio.
- Fattura. Il contributo non sostituisce le regole sul documento fiscale verso il paziente. Per il pezzo quotidiano PDF vs SdI resta la guida sulla fatturazione elettronica per psicologi e sul flusso delle fatture tradizionali.
- Un posto solo. Nome paziente, note operative sul bonus, date sedute, documenti: se stanno su tre chat e un Excel, a febbraio non ricordi chi aveva ancora residuo.
Mini-ritual utile in studio (anche su carta, se proprio):
- Prima seduta bonus: salva in anagrafica importo residuo stimato, codice, data accoglimento, scadenza 60 gg / 270 gg.
- Dopo ogni seduta: aggiorna residuo e data.
- A metà percorso: controlla se stai sotto i 50 €/seduta e sotto il massimale.
- Se il paziente non conferma le sedute entro la finestra dei 60 giorni: segnalaglielo prima che scada — solo il pezzo organizzativo, senza fare il commercialista di INPS.
Questo è il problema secondario del pezzo — e dove entra Quimo senza venderti «il bonus a portata di click». Un software per gestire lo studio dello psicologo tiene agenda, pazienti e fatture tradizionali insieme. Su Quimo Free parti da lì; sali di piano solo se ti serve di più (es. FE verso enti).
Non è INPS. È ordine operativo quando il bonus diventa un flusso reale in studio. Se stai aprendo l’attività e ti serve anche un CV decente, c’è il generatore curriculum vitae psicologo gratis sul sito — pezzo separato, ma utile in quella fase.
Errori frequenti
- Credere che «2026» sia già richiedibile solo perché lo scrive un titolo SEO.
- Presentare domanda con ISEE scaduto o sopra soglia.
- Ignorare i 60 giorni dalla comunicazione di accoglimento.
- Trattare il codice univoco come uno «sconto in cassa» senza traccia.
- In studio: accettare «pago col bonus» senza verificare adesione e dati del provvedimento.
- Confondere bonus psicologo con detrazioni generiche o altre misure regionali.
FAQ
Quando si può fare domanda per il bonus psicologo 2026?
Quando INPS pubblica la finestra. Al 27 ottobre 2026 non risulta ancora aperta; la scheda ufficiale riporta ancora i termini 2025.
Chi può richiederlo?
Chi risiede in Italia e ha ISEE valido entro i limiti previsti (ultima edizione: ≤ 50.000 €), nelle condizioni indicate dalla scheda.
Quanto si ottiene?
Fino a 50 € a seduta, con massimali 1.500 / 1.000 / 500 € in base alle fasce ISEE dell’ultima edizione documentata. Non è un accredito diretto al cittadino.
Serve lo psicoterapeuta «giusto»?
Sì: specialista privato aderente, iscritto all’elenco psicoterapeuti dell’Albo. Il paziente comunica codice e importo.
Il bonus garantisce l’accoglimento?
No. Dipende da graduatorie e risorse.
Sono uno psicologo: Quimo gestisce la domanda INPS?
No. Quimo aiuta a tenere ordine su pazienti, agenda e fatture quando lavori con chi ha già il contributo.
Posso usare il bonus con qualsiasi psicologo?
No: serve uno specialista privato aderente, iscritto all’elenco degli psicoterapeuti dell’Albo.
Cosa cambia se non uso il codice in tempo?
Oltre i 270 giorni il codice viene annullato. Dal 2025, senza almeno una seduta entro 60 giorni dalla comunicazione di accoglimento, decadenza e scorrimento (una volta) delle graduatorie.
Conclusione
Il bonus psicologo 2026 si richiederà — di nuovo — sul portale INPS, ma solo dopo l’apertura ufficiale. Finché la scheda parla ancora del 2025, prepara ISEE e identità digitali e ignora i rumor. Se sei in studio, prepara invece il pezzo operativo: codice, scadenze, sedute, documenti. Per quello, un gestionale semplice batte i foglietti.
Quando INPS pubblicherà le date 2026, aggiorneremo questa guida. Nel frattempo la fonte da tenere aperta è una sola: INPS — contributo sessioni di psicoterapia.